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Il contribuente può destinare la quota del 5 per mille della sua imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef), firmando in uno dei cinque appositi riquadri che figurano sui modelli di dichiarazione (Modello Unico PF, Modello 730, ovvero apposita scheda allegata al CUD per tutti coloro che sono dispensati dall’obbligo di presentare la dichiarazione). La scelta di destinazione del 5 per mille e quella dell'8 per mille (Legge 222/1985) non sono in alcun modo alternative fra loro.
Il 5 per mille delle proprie tasse può essere devoluto all'Associazione Niccolò Salanitro per la prevenzione delle malattie cardio-cerebro vascolari - ONLUS firmando nella sezione "Scelta per la destinazione del cinque per mille dell'IRPEF" nel primo riquadro dedicato a "Sostegno delle organizzazioni non lucrative..." e scrivendo il numero di codice fiscale 97424160584: 5 per mille
Ulteriori informazioni sulla destinazione QUI
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News e Ultimi aggiornamenti su...

Sindromi coronariche acute
Mercoledi 28 Novembre 2007 Autore: Gabriele Martello  
Definizione universale di infarto miocardico
Pubblicata sul n° 22/Vol. 116 di Circulation del 27 Novembre 2007 la definizione universale di infarto del miocardio. Ecco i criteri per l’infarto miocardico acuto:
Il termine infarto miocardico deve essere usato quando c’è evidenza di necrosi miocardica in un contesto clinico compatibile con ischemia miocardica. A queste condizioni ciascuno dei seguenti criteri soddisfa la diagnosi di infarto miocardico:
• Individuazione di aumento e/o discesa di marker cardiaci (preferibilmente la troponina) con almeno un valore sopra il 99° percentile del limite superiore di riferimento congiuntamente all’evidenza di ischemia miocardica con almeno uno dei seguenti:
• Sintomi di ischemia;
• Modificazioni ECG indicative di una nuova ischemia (nuove modificazioni del ST-T o nuovo blocco di branca sinistra);
• Sviluppo di onde Q patologiche all’ECG;
• Evidenza alle indagini per immagini di una nuova perdita di miocardio vitale o nuove anomalie regionali del movimento della parete.
• Morte cardiaca improvvisa e inaspettata, con arresto cardiaco, spesso con sintomi suggestivi di ischemia miocardica, e accompagnata da elevazione presumibilmente nuova del tratto ST o da un nuovo BBS, e/o evidenza di trombosi recente alla coronarografia e/o all’autopsia, ma con morte avvenuta prima che si potessero raccogliere campioni di sangue o prima della comparsa dei marker cardiaci nel sangue.
• Per i pazienti sottoposti ad intervento di angioplastica coronarica percutanea (PCI) con normali valori basali di troponina, elevazioni dei marker cardiaci sopra il 99° percentile del limite superiore di riferimento sono indicative di necrosi miocardica peri-procedurale. Per convenzione, è stato designato che aumenti dei marker maggiori di 3 volte il 99° percentile del limite superiore di riferimento definiscono un infarto del miocardio PCI-correlato. Si riconosce un sottotipo di infarto correlato a trombosi documentata su stent.
• Per i pazienti sottoposti a by-pass aorto-coronarico (CABG) con normali livelli basali di troponina, elevazioni dei marker cardiaci sopra il 99° percentile del limite superiore di riferimento sono indicative di necrosi miocardica peri-procedurale. Per convenzione, è stato designato che aumenti dei marker maggiori di 5 volte il 99° percentile del limite superiore di riferimento più nuove onde Q patologiche o un nuovo BBS, o l’occlusione angiograficamente documentata di un’arteria coronaria nativa o trapiantata, o l’evidenza alle indagini per immagini di una nuova perdita di miocardio vitale definiscono un infarto del miocardio CABG-correlato.
• Reperto anatomo-patologico di infarto del miocardio.
Ed ecco i criteri per il pregresso infarto miocardico:
Ciascuno dei seguenti criteri soddisfa la diagnosi di pregresso infarto miocardico:
• Sviluppo di nuove onde Q patologiche con o senza sintomi.
• Evidenza alle indagini per immagini di una regione di perdita di miocardio vitale che è assottigliata e non si contrae, in assenza di una causa non ischemica.
• Reperto anatomo-patologico di infarto miocardico guarito o in via di guarigione.
Il testo completo dell'articolo è disponibile al seguente indirizzo:
http://circ.ahajournals.org/cgi/reprint/116/22/2634

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