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| Generale |
| Domenica 04 Ottobre 2009 |
Autore: Gabriele Martello |
| Profilo di rischio cardiovascolare globale per l’uso in Medicina Generale Il Framingham Heart Study |
Pubblicato sul Vol. 117, n° 6 di Circulation del 12 Febbraio 2008 un interessante articolo che presenta il nuovo strumento di calcolo del rischio cardiovascolare globale, basato sullo studio di Framingham. Questa la traduzione dell’introduzione:
“È generalmente accettato che età, sesso, ipertensione arteriosa, fumo, dislipidemia e diabete siano i maggiori fattori di rischio per lo sviluppo delle malattie cardiovascolari (CVD). È anche riconosciuto che i fattori di rischio cardiovascolare si raggruppano e interagiscono in modo moltiplicativo a promuovere il rischio vascolare. Questa conoscenza ha portato allo sviluppo di algoritmi di previsione del rischio a variabili multiple che incorporano tali fattori di rischio e che possono essere usati dai medici di medicina generale per calcolare nei singoli pazienti il rischio di sviluppare tutte le CVD aterosclerotiche o specifiche componenti delle CVD, cioè coronaropatia, ictus, arteriopatia periferica o insufficienza cardiaca. L’uso di questi strumenti è stato raccomandato per stimare il rischio CVD e guidare il trattamento dei fattori di rischio. Per esempio, la formula di Framingham per prevedere la malattia coronaria (CHD) è stata incorporata nel Terzo Rapporto del Gruppo di Esperti sulla Diagnosi, Valutazione e Trattamento dell’Ipercolesterolemia negli Adulti (Adult Treatment Panel III). Lo strumento di calcolo del rischio CHD di Framingham è stato collaudato in bianchi e neri degli Stati Uniti ed è trasferibile (con le opportune calibrazioni) a popolazioni culturalmente diverse dell’Europa, della regione mediterranea e dell’Asia. Simili algoritmi di previsione del rischio sono stati sviluppati da altri ricercatori in tutto il mondo e hanno dimostrato un buon comportamento.
Nonostante la disponibilità di numerosi algoritmi collaudati di previsione del rischio, il loro uso in medicina generale langue. Un potenziale motivo per l’inerzia dei medici nell’usare strumenti per la previsione del rischio è la molteplicità di tali algoritmi, uno per ogni singolo componente delle CVD. Infatti, ci sono occasioni in cui un medico vorrebbe valutare il rischio e le misure preventive per uno specifico end point cardiovascolare come l’infarto del miocardio o l’ictus, a seconda, per esempio, della storia familiare del paziente, l’età, lo stato diabetico o la predisposizione a un esito particolare per la presenza di valvulopatia. Tuttavia, con questa eccezione, i medici di medicina generale impegnati in medicina preventiva desiderano generalmente calcolare il rischio di sviluppare qualsiasi evento maggiore CVD aterosclerotico, usando uno strumento di calcolo del rischio CVD globale. Di conseguenza, lo scopo della presente ricerca era di formulare un singolo strumento di calcolo del rischio a variabili multiple che permettesse ai medici di identificare i candidati ad alto rischio per tutti i primi eventi CVD aterosclerotici, usando misure facilmente disponibili in clinica o in ambulatorio.
Questo articolo presenta una singola funzione di rischio a variabili multiple che prevede il rischio di sviluppare tutte le CVD e i suoi componenti.” |
Il testo completo dell'articolo è disponibile al seguente indirizzo: http://circ.ahajournals.org/cgi/reprint/117/6/743
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