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Lunedi 06 Settembre 2010
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News e Ultimi aggiornamenti su...
| Aterosclerosi |
| Domenica 10 Febbraio 2008 |
Autore: Gabriele Martello |
| Quali sono le malattie cardiovascolari? |
Le malattie cardiovascolari sono le malattie che colpiscono il cuore e/o i vasi sanguigni, pertanto possono colpire il cuore, nelle sue tre componenti (dall’interno all’esterno: endocardio, miocardio e pericardio), le arterie o le vene. Esse possono essere di varia natura: infiammatoria, infettiva, degenerativa, traumatica, neoplastica. Tuttavia il processo patogenetico di gran lunga più comune alla base delle malattie cardiovascolari è l’aterosclerosi, che colpisce le arterie. La parete arteriosa è costituita da tre strati o tonache, che dall’interno all’esterno sono denominate intima, media e avventizia. La superficie interna dei vasi è rivestita da uno strato di cellule epiteliali, denominato endotelio, che separa il sangue dalla parete vasale e svolge importanti funzioni regolatorie, assicurando in condizioni normali che i componenti ematici non infiltrino la parete vasale e il sangue non coaguli all’interno dei vasi ostruendoli. L’aterosclerosi è una reazione infiammatoria della parte più interna delle arterie, detta intima, ad insulti di varia natura, identificabili con i fattori di rischio cardiovascolare: l’ipertensione arteriosa, il fumo, l’ipercolesterolemia, l’iperglicemia e altri fattori di minore importanza. La parete vasale reagisce a questi insulti ripetuti nel tempo con un’infiammazione locale: infatti, questi fattori dannosi causano una “attivazione” dell’endotelio, che richiama all’interno della parete cellule infiammatorie circolanti (monociti-macrofagi) le quali a loro volta si infarciscono di lipidi, assumendo un aspetto schiumoso, per cui vengono dette cellule schiumose. Si forma così la lesione aterosclerotica iniziale, denominata stria lipidica, costituita da un accumulo intimale di cellule schiumose. Persistendo i fattori aterogeni, questa lesione evolve progressivamente, in quanto le cellule schiumose si accumulano in maniera sempre maggiore e secernono mediatori infiammatori che reclutano altre cellule sia dal sangue (monociti, linfociti) sia dalla tonaca media arteriosa (cellule muscolari lisce), per cui si forma una grossa reazione infiammatoria, che costituisce la placca ateromasica propriamente detta. Questa è costituita da un nucleo lipidico, ricco di colesterolo, denominato ateroma (dal greco atheros = pappa), circondato da un cappuccio fibroso contenente cellule schiumose, linfociti e cellule muscolari lisce. Queste cellule secernono una serie di sostanze (interferon gamma, interleuchine, metalloproteasi e proteasi) in grado di indebolire il cappuccio fibroso, fino a determinarne la rottura. Se il cappuccio fibroso si rompe, il materiale ateromasico viene a contatto con il sangue, innescandone la coagulazione e portando alla formazione di un trombo che occlude il lume vasale, già ristretto per la presenza della placca. L’aterosclerosi, quindi, è un processo lentamente evolutivo, che impiega anni e decenni prima di dare luogo alle manifestazioni cliniche. Queste sono di due tipi: croniche (come l’angina e la claudicatio intermittens), causate dal restringimento del lume vasale legato alla formazione della placca, e acute (come l’infarto miocardico e l’ictus ischemico), causate dalla occlusione trombotica del lume vasale in seguito alla rottura della placca. Il tipo di manifestazioni cliniche dipende dal distretto interessato: le sedi più colpite sono il cuore, il cervello, i reni, gli occhi e le arterie degli arti inferiori. Se viene colpito il cuore, i sintomi possono essere una delle sindromi coronariche acute (angina, infarto o morte improvvisa), aritmie o insufficienza cardiaca. Se viene interessato il cervello, si possono avere disturbi neurologici transitori o permanenti (attacco ischemico transitorio o ictus). Se vengono colpite le arterie degli arti inferiori, si possono avere algie durante la marcia o a riposo fino a lesioni trofiche e gangrena. L’interessamento renale si manifesta con insufficienza renale e ipertensione arteriosa, quello oculare con deficit visivi di gravità variabile. L’aterosclerosi è un processo sistemico, che cioè interessa tutto l’organismo, per cui nello stesso individuo si possono associare diverse manifestazioni cliniche: capita spesso che un individuo colpito da ictus cerebrale vada anche incontro ad infarto del miocardio e viceversa. D’altra parte, non tutte le sedi colpite da aterosclerosi danno manifestazioni cliniche di sé, per cui questa può rimanere a livello subclinico e un soggetto ad esempio colpito da infarto del miocardio può essere apparentemente sano negli altri organi, mentre indagini più accurate riveleranno la presenza ubiquitaria dell’aterosclerosi. Il carattere lentamente evolutivo dell’aterosclerosi offre molto spazio alla prevenzione: come si è visto, prima di arrivare alle manifestazioni cliniche occorrono molti anni e decenni. La prevenzione si attua eliminando i fattori di rischio cardiovascolare che promuovono lo sviluppo e la progressione dell’aterosclerosi: il fumo, l’ipertensione, la dislipidemia, il diabete mellito. Lo scopo di questo sito è appunto quello di promuovere le conoscenze sulle malattie cardiovascolari e sui loro fattori di rischio al fine di prevenirle, sia a livello individuale sia a livello di popolazione.
Accanto alle malattie cardiovascolari su base aterosclerotica ve ne sono poi molte altre. Tra le più frequenti vanno annoverate le trombosi venose e le embolie polmonari, che sono un altro punti di interesse del nostro sito. |
http://www.cuorevivo.it/malattie%20cardiovacolari%20e%20aterosclerosi.htm
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